Conoscere gli attacchi di panico


Cura attacchi di panico Valdarno

In periodi di forte stress emotivo o dopo aver fronteggiato molti cambiamenti o eventi traumatici siamo più vulnerabili a manifestare attacchi di panico.
Bisogna escludere che questi abbiano una radice organica o che siano conseguenze dovute all'uso di sostanze. La prima cosa che consiglio quindi è sempre quella di far eseguire ad un professionista che faccia una diagnosi corretta.
Questo è fondamentale per inquadrare il problema e iniziare a lavorare in modo specifico su tale problematica.
Nel linguaggio comune viene fatta molta confusione tra ansia e attacchi di panico.
Molte persone che si rivolgono a me sono convinte di provare panico quando in realtà provano ansia elevata.
L’attacco di panico è considerato infatti la forma più acuta e intensa dell’ansia, ha le caratteristiche di una crisi che dura qualche minuto ma in esso l’ansia o la paura provate sono così intense da produrre alcuni dei seguenti sintomi mentali e fisici:

- palpitazioni o tachicardia;
- sensazione di asfissia o di soffocamento;
- dolore o fastidio al petto (es. senso di oppressione toracica);
- sensazioni di sbandamento o di svenimento (es. debolezza alle gambe, vertigini, visione annebbiata);
- disturbi addominali o nausea;
- sensazioni di torpore o di formicolio;
- brividi di freddo o vampate di calore;
- tremori o scosse;
- bocca secca o nodo alla gola;
- sudorazione accentuata;
- sensazione di irrealtà (derealizzazione) o sensazione di essere staccati da se stessi (depersonalizzazione);
- confusione mentale;
- paura di perdere il controllo o di impazzire;
- paura di morire

Se ci troviamo di fronte ad attacchi di panico dobbiamo poi stabilire se avvengono sporadicamente oppure no.
Per essere considerato un “disturbo di panico”, infatti, gli attacchi di panico devono essere inaspettati e ripetuti. Inoltre, nel periodo di tempo successivo ad essi (almeno un mese), deve essere presente la preoccupazione sia del loro eventuale ripresentarsi, sia delle loro implicazioni come, per esempio, gravi malattie, totale perdita di controllo della propria vita o paura di impazzire.
Dopo alcuni attacchi, tenderemo ad evitare le situazioni che pensiamo possano provocarli e a mettere in atto comportamenti di evitamento. I più frequenti sono:

- evitare di utilizzare automobile, l’autobus, la metropolitana e il treno
- evitare di frequentare luoghi chiusi come cinema, pizzerie e discoteche
- evitare di allontanarsi da zone considerate sicure
- evitare di compiere sforzi fisici e di fare sport

In altri casi possiamo affrontare le situazioni temute ma soltanto dopo aver preso delle precauzioni, come, ad esempio portarsi dietro farmaci contro l’ansia, muoversi solo verso zone vicine ad ospedali, farsi accompagnare nei posti da amici o parenti etc.
I comportamenti di evitamento possono anche non esserci, questo elemento non esclude infatti la possibilità di avere il disturbo.
È importante sottolineare che gli attacchi di panico sono presenti inoltre in una varietà di disturbi. Avere attacchi di panico anche ripetuti, non significa necessariamente avere un disturbo di panico. Ciò che li rende caratteristici del disturbo di panico infatti è la loro manifestazione, che il più delle volte non è associata a stimoli o situazioni specifiche, ma è inaspettata e casuale.
Ad esempio quando si hanno attacchi di panico prima di eventi considerati importanti, venendo a contatto con oggetti o in situazioni specifiche, questi possono essere manifestazioni di altri disturbi d’ansia, come ad esempio la fobia sociale, la fobia specifica e il disturbo post-traumatico da stress.
Per questo ribadisco che in questi casi consiglio di far eseguire ad un professionista una buona diagnosi.

Come possiamo curare gli attacchi di panico?

Molte persone che sperimentano gli attacchi di panico per la prima volta si recano in ospedale poiché i primi attacchi vengono quasi sempre percepiti come un problema esclusivamente fisico.
I successivi vengono poi riconosciuti come tali e spesso il secondo passo è quello di rivolgersi al medico di base per “eliminarli” con degli psicofarmaci.
Oppure se possono alcune persone modificano il proprio stile di vita ed iniziano a vivere una vita “limitata” evitano di andare in treno, in autobus, in autostrada e fanno la spesa nel piccolo alimentari in modo da “proteggersi” il più possibile da situazioni ritenute pericolose e stressanti.
Entrambe le scelte sono indubbiamente quella economicamente meno costose e in ambedue le soluzioni il problema del panico apparentemente sembra essere risolto. Ma quali sono poi i costi emotivi? cosa pensiamo poi di noi stessi?
Possiamo sentirci: bloccati, vulnerabili, deboli, indifesi, malati, diversi e/o incapaci di farcela da soli e, ci rendiamo conto che non siamo padroni della nostra ansia, che è lei che comanda, che può arrivare quando vuole e che se volgiamo “tenerla a bada” dobbiamo prendere una pasticca. Gli attacchi di panico non vanno sottovalutati dobbiamo riconoscerli e dare loro immediatamente ascolto. Non dobbiamo sedarli ma comprenderne le cause e, attraverso una psicoterapia curarli nella maniera più efficace.

Qual è la psicoterapia piu' efficace per gli attacchi di panico?

Il miglior trattamento per i disturbi di attacchi di panico e d'ansia è attualmente la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Ha un'efficacia pari al 80-90% dei casi.
Il lavoro effettuato è duplice: si identificano i pensieri disfunzionali che portano all'ansia e allo stesso tempo si desensibilizza la persona utilizzando l’esposizione graduale.
In casi “gravi” e nella fase acuta qualche volta vengono utilizzate terapia farmacologica e psicoterapia anche se, nella maggior parte dei casi è sufficiente la psicoterapia.




Cura attacchi di panico in Valdarno