La figura dello psicologo in Valdarno


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Ho iniziato a interessarmi a tematiche legate alla psicologia fin dall’adolescenza e ora che esercito questa professione ormai da qualche anno, posso finalmente dire che la mia più grande passione è diventata anche il mio lavoro.
Per riuscirci però l’interesse per la psicologia non è stato sufficiente, ci sono voluti anni di studio, stage formativi, master, tirocini ed esperienze di vario genere in tanti istituti diversi.
Per questo motivo, mi rattrista molto che ancora oggi la professione dello psicologo (o anche dello psicoterapeuta come nel mio caso) non sia riconosciuta come dovrebbe, venga del tutto svuotata della propria importanza e chi la esercita con serietà e dedizione venga considerato semplicemente una sorta di confidente in grado di dare al massimo qualche buon consiglio.
E questo a dispetto del ruolo di primo piano che la figura dello psicologo riveste nella società americana e in altri Paesi europei ormai da qualche decennio.
Purtroppo in Italia siamo ancora un po’ indietro e nei confronti di questa professione ci sono tuttora molti pregiudizi dettati dall’ignoranza, dalla poca informazione e dai luoghi comuni. Attorno alla figura dello psicologo c’è un alone di mistero, soprattutto nelle realtà più piccole come il Valdarno.

Esercitare la professione di psicologo in Valdarno significa ancora oggi combattere contro molti pregiudizi.
Quante volte mi è ho sentito dire “Dallo psicologo ci vanno i matti”, “Lo psicologo appena ti vede capisce già come sei”, “Io ascolto sempre i miei amici, potrei fare la psicologa”, “Lo psicologo è più matto di te”, “Lo psicologo ti dà i farmaci, vai dal medico di base”, “Perché butti via i soldi? Parla con un amico che è la stessa cosa”.
La convinzione “se vai dallo psicologo sei matto” può spingere le persone a nascondere i propri stati d’animo, a volerli eliminare al più presto rivolgendosi ad esempio al medico di base per farsi prescrivere un farmaco che cancelli immediatamente l’ansia, la tristezza, la noia, la rabbia, ecc.
Questo senza prendere in considerazione che spesso il disagio e la sofferenza ci mettono in guardia, sono segnali che ci indicano che probabilmente stiamo sbagliando qualcosa, che siamo sotto stress, che non abbiamo accettato un cambiamento o altro.
Con questo non voglio certo dire che i farmaci non siano utili, anzi, sono indispensabili in determinate circostanze/momenti della vita e per certi disturbi e patologie ma devono essere prescritti da un medico psichiatra e non richiesti al medico di base.

In questo sito troverete delle informazioni chiare e precise su chi è lo psicologo, cosa fa, chi cura, perché andarci e sulla differenza tra psicologo, psicoterapeuta, psicanalista e psichiatra, figure sulle quali spesso si fa troppa confusione.
Lo scopo è quello di aiutare ad uscire dal guscio chi è vittima dell’ignoranza che giudica, etichetta, mette in trappola, umilia e costringe a tacere e a pensare che chiedere aiuto voglia dire essere deboli o comunque non abbastanza “forti” per farcela da soli.
Il sito è rivolto anche a chi pensa che ammettere di avere una difficoltà sia stupido e “non normale” mentre sia intelligente, giusto e “normale” nascondersi e far finta di stare bene.
Sono convinta che con l’informazione, il tempo e la condivisione delle esperienze, questi preconcetti verranno stravolti e il “matto” non sarà più colui che si occupa del proprio benessere ma chi si trascura non considerando l’idea di poter migliorare la propria qualità di vita.




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